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Traduzione in lingua straniera - D.M. 10 ottobre 2012

Sicurezza

 

Un'Europa che protegge

La creazione di Europol nel 1995 segna una tappa importante della cooperazione europea di polizia. Quest'ultima è stata ampliata dalla creazione dell'Accademia europea di polizia con una decisione del Consiglio del 2005. In seguito all'attentato di Madrid del 2004, l'UE si è anche dotata di un coordinatore antiterrorismo. Il programma di Stoccolma mira a proteggere i cittadini sviluppando strumenti europei:

- Strategia di sicurezza interna

L'elaborazione, il controllo e l'attuazione della strategia di sicurezza interna diventano compiti prioritari del comitato per la sicurezza interna (COSI) istituito dal trattato di Lisbona. Tale strategia riguarderà anche gli aspetti di sicurezza della gestione integrata delle frontiere e la cooperazione giudiziaria operativa in materia.

La sicurezza nell'Unione presuppone un approccio integrato. Gli operatori della sicurezza devono pertanto condividere una cultura comune, ottimizzare lo scambio di informazioni e avvalersi di infrastrutture tecnologiche adeguate.

- Dotarsi di mezzi potenziati

Il programma di Stoccolma prevede un'amministrazione europea incaricata di sviluppare tecnicamente e gestire sistemi di informazione su larga scala nel settore della libertà, della sicurezza e della giustizia. Parallelamente alla realizzazione del sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari è prevista la creazione di un registro dei cittadini di paesi terzi condannati negli Stati membri.

- Politiche efficaci

In materia di attività di contrasto, Europol deve diventare il punto nodale dello scambio di informazioni tra gli Stati membri e svolgere il ruolo di fornitore di servizi, in particolare nell'ambito della costituzione delle squadre investigative comuni. Europol sarà altresì chiamata a lavorare a più stretto contatto con le missioni di polizia nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune.

In materia di prevenzione, è prevista l'istituzione di un osservatorio della criminalità sulla base della rete europea di prevenzione della criminalità. Tale osservatorio migliorerà la conoscenza statistica della criminalità e consentirà lo scambio di migliori prassi.

- Protezione dalle forme gravi di criminalità organizzata

Al fine di combattere la tratta di esseri umani, verrà elaborata una nuova normativa più protettiva delle vittime e verrà forse istituito un coordinatore europeo. Il programma di Stoccolma prevede una nuova normativa sulla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia. Per agevolare le indagini transfrontaliere l'Unione chiarirà le regole di competenza giurisdizionale e il quadro giuridico che, al suo interno, si applicano al ciberspazio, precisando anche le modalità di raccolta delle prove.

Al fine di combattere la criminalità economica e la corruzione verrà sviluppato lo scambio di informazioni tra unità di informazione finanziaria. Nel quadro del sistema europeo di gestione delle informazioni, le loro analisi potrebbero alimentare una banca dati sulle operazioni sospette.

In materia di stupefacenti, la strategia di riduzione simultanea dell'offerta e della domanda sarà fondata sul miglioramento della cooperazione consentita dal trattato di Lisbona, sulla mobilitazione della società civile e sull'approfondimento del lavoro di ricerca.

- Terrorismo

L'attuale lotta contro il terrorismo pone l'accento sulla prevenzione della radicalizzazione e sulle fonti di finanziamento, assicurandosi al contempo che le tecniche antiterrorismo siano pienamente coerenti con i diritti umani. (cfr. Strategia antiterrorismo dell'Unione europeaPDF)

- Gestione completa ed efficace delle catastrofi da parte dell'Unione

Proseguiranno gli sforzi volti a migliorare la capacità dell'Unione di prepararsi e di rispondere alle catastrofi che si verificano all'interno e all'esterno delle sue frontiere.

Nel corso degli ultimi dieci anni, le catastrofi naturali e di origine umana, come gli attentati terroristici, hanno inciso sempre di più sulla sicurezza dei cittadini, sia all'interno che all'esterno dell'Unione. L'Unione ha reagito a tali minacce con un rafforzamento della sua azione di prevenzione, di risposta e di gestione nel settore della protezione civile, utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione, compresi i mezzi militari e una stretta cooperazione con l'aiuto umanitario in occasione degli interventi nei paesi terzi. La responsabilità degli Stati membri per la protezione dei propri cittadini e il principio di solidarietà, saldamente ancorati nel trattato di Lisbona, costituiscono le basi di qualsiasi azione dell'Unione nella gestione delle crisi e proseguiranno gli sforzi volti a migliorare la capacità dell'Unione di prepararsi e di rispondere alle catastrofi che si verificano all'interno e all'esterno delle sue frontiere in termini di protezione civile, di aiuto umanitario e di cooperazione civile-militare.

 

Testo tratto da:

http://www.consilium.europa.eu/policies/council-configurations/justice-et-affaires-interieures-(jai)/securite?lang=it

 

Traduzioni:

Inglese:

http://www.consilium.europa.eu/policies/council-configurations/justice-et-affaires-interieures-(jai)/securite?lang=en

Francese:

http://www.consilium.europa.eu/policies/council-configurations/justice-et-affaires-interieures-(jai)/securite?lang=fr

 

21 novembre 2013